Benefici del Stand-Up Paddle (SUP)

Benefici del Stand-Up Paddle (SUP)

Il Stand-Up Paddle, conosciuto anche come SUP, ha guadagnato popolarità come un modo divertente e accessibile per esplorare le acque dolci e salate mentre si lavora sulla propria forma fisica. Oltre alla sensazione di libertà che si prova mentre ci si alza in piedi sulla tavola e si scivola sull’acqua, questa attività offre una serie di benefici sorprendenti per la salute fisica e mentale.  Ecco quali.

Sport completo

Uno dei vantaggi principali del SUP è il coinvolgimento di molti gruppi muscolari. Mantenere l’equilibrio sulla tavola richiede sforzo costante, coinvolgendo i muscoli del core, delle gambe e delle braccia per mantenere la stabilità. Anche la pagaiata coinvolge una vasta gamma di muscoli, contribuendo a tonificare le braccia, le spalle e il dorso. È un modo divertente per migliorare la forza, la resistenza e l’equilibrio senza sentire il peso di un allenamento rigoroso.

Riduzione dello stress

Immergersi nella bellezza tranquilla di un lago, del mare, o di un fiume lontano dalle preoccupazioni quotidiane, può avere un impatto significativo sul benessere mentale. L’acqua ha un effetto calmante, e il movimento ritmico della pagaiata può fungere da forma di meditazione attiva. Questa combinazione di attività fisica e ambiente rilassante può ridurre lo stress e migliorare l’umore.

Cardio e perdita di peso

Anche se può sembrare un’attività rilassante, il SUP può offrire un ottimo allenamento cardiovascolare. Pagaiare ad un ritmo moderato o intenso può aumentare la frequenza cardiaca, migliorando la resistenza e bruciando calorie. È un’opzione eccellente per chi cerca un modo divertente per perdere peso o migliorare la propria forma fisica generale.

Miglioramento della postura

Il SUP richiede un costante impegno nel mantenere l’equilibrio sulla tavola, il che contribuisce a rafforzare i muscoli posturali. Questo rinforzo può aiutare a migliorare la postura nel tempo, poiché i muscoli della schiena, del core e delle gambe vengono coinvolti nel mantenere la stabilità sulla tavola.

Connessione con la natura

Una delle bellezze del SUP è la possibilità di esplorare laghi, fiumi e mari mentre si è in contatto diretto con la natura. Questa connessione con l’ambiente circostante può essere rigenerante e può portare a una maggiore consapevolezza dell’ecosistema marino o delle risorse idriche locali.

Socializzazione e tempo da soli

Il SUP può essere un’attività sociale, permettendo di fare nuove amicizie mentre si condivide questa passione per l’acqua. Tuttavia, è anche un’occasione per passare del tempo da soli, permettendo momenti di riflessione e di relax mentale mentre si è immersi nella bellezza naturale circostante.

Accessibilità e adattabilità

Il SUP è un’attività adatta a tutte le età e livelli di fitness. È relativamente facile da imparare, consentendo ai principianti di acquisire rapidamente le competenze di base. Inoltre, può essere adattato alle esigenze individuali: si può optare per sessioni intense di allenamento o per un giro più rilassante, a seconda delle preferenze personali.

Come regolare la lunghezza della pagaia

La lunghezza del remo deve necessariamente essere adattata alla struttura fisica del Supper. I remi in alluminio possono essere in genere regolati mediante un sistema di clips che ricalca quello dei boma delle tavole da Windsurf.

I remi in carbonio, invece, sebbene più performanti, non consentono alcuna regolazione. Questo significa che a meno di non essere alti da 1,80 m in su, ne dovrà essere tagliata una parte. Dave Kalama, waterman e SUPper di vecchia data, suggerisce di remare con una pagaia che superi l’altezza del paddler di 20-30 cm. Per tale motivo si consiglia di  optare dapprima per il secondo settaggio e quindi tagliare una porzione di remo in modo tale che la sua lunghezza ecceda di 30 cm l’altezza del paddler, per poi eventualmente adattarla ulteriormente operando sui 10 cm rimanenti. Dopo aver preso il riferimento del punto in cui tagliare il remo, segnandolo con un Uni Posca o con del nastro adesivo, usare un normale seghetto metallico per effettuare il taglio, avendo cura di  farlo in modo perpendicolare rispetto alla staffa del remo stesso. Una volta tagliato il remo, si può riposizionare il pomello a T usando del nastro adesivo nero per fissarlo in modo solidale alla staffa. Si sconsiglia l’uso di colla che potrebbe compromettere la possibilità di accorciare ulteriormente la staffa.
Occorre osservare che i criteri di cui sopra costituiscono delle raccomandazioni generiche. Con il miglioramento del proprio livello, soprattutto nella surfata, il paddler potrebbe trovare conveniente il poter disporre di un remo di lunghezza diversa. Solo ore ed ore spese in acqua, comunque, possono far trovare all’appassionato l’assetto migliore e quindi il trim della pagaia ideale.
In un prossimo articolo entreremo nel dettaglio e ci occuperemo della regolazione del remo con riferimento alla surfata.

Per farvi un’idea più precisa di seguito sono riportate le misure del remo consigliate dalla casa francese GONG che potete anche consultare qui.
175 cm Per SUPer Da 156 a 164 cm
180 cm Per SUPer Da 161 a 168 cm
185 cm Per SUPer Da 165 a 173 cm
190 cm Per SUPer Da 170 a 178 cm
195 cm Per SUPer Da 174 a 182 cm
200 cm Per SUPer Da 179 a 187 cm
205 cm Per SUPer Da 183 a 192 cm & +

 

Essendo la pagaia il mezzo di spinta della nostra tavola SUP, essa deve essere non solo rigida e leggera ma anche della corretta lunghezza rispetto all’altezza del paddler ed alla disciplina o discipline nelle quali intende cimentarsi. Abbiamo già trattato questo argomento in passato, precisamente un anno fa in questo articolo.
Nel frattempo lo sport si è ulteriormente evoluto sia a livello di materiali che di tecnica. Questa fase evolutiva che ha interessato lo Stand Up Paddling ha naturalmente comportato una rivisitazione di alcuni punti cardine sui quali il SUP stesso è basato , ivi incluso quello della lunghezza ideale della pagaia. E’ dunque giunto il momento di vedere se le regole che avevamo dettato un anno fa possono ancora ritenersi valide. Ricorderete che il suggerimento basilare che avevamo dato era quello di accorciare la pagaia in modo tale che la sua lunghezza ecceda l’altezza del paddler di 30 cm per poi di procedere ad ulteriori aggiustamenti.
Ebbene, sulla scorta del processo evolutivo di cui prima, siamo oggi in grado di entrare maggiormente nel dettaglio e, venendo subito al punto, diciamo subito che per ottenere la lunghezza ideale di una pagaia  che vada mediamente bene sia nel Cruising che nel Surfing basta sommare 18 all’altezza del paddler in cm. Naturalmente il paddler esperto che pretende il massimo delle prestazioni in queste due discipline e che non intende scendere a compromessi avrà bisogno di due pagaie, dato che quelle di lunghezza regolabile soffrono ancora di alcuni problemi che cercheremo di snocciolare in un prossimo articolo. Tornando quindi all’ipotesi due pagaie per due discipline, quale dovrà essere la lunghezza di ciascuna rispettivamente per il SUP Surfing ed il Cruising? Intuitivamente possiamo già immaginarci la prima più corta dell’altra, visto che fra le onde avremo bisogno di maneggevolezza ed assumeremo la Surfing Stance, che comporta di per sé una postura molto raccolta e con lo spostamento del baricentro in basso (con gambe piegate e schiena curva). E’ quindi ovvio che in questo scenario una pagaia troppo lunga creerebbe molti problemi al Paddler. Quanto deve essere lunga dunque una pagaia dedicata al SUP Surfing? In questo caso basta aggiungere 15 cm all’altezza del paddler. Per quanto concerne il Cruising, invece, una pagaia più lunga migliorerà la leva dell’atleta e contribuirà sia a migliorarne l’equilibrio che ad evitare affaticamenti. Per il Cruising, infatti, è preferibile usare pagaie che eccedono l’altezza del paddler di 20-21 cm. Tempo di tirare le somme e riportare le tre formulette in basso:
L. pagaia SUP Allround  =  altezza paddler + 18 cm
L. pagaia SUP Surfing    =  altezza paddler + 15 cm
L. pagaia SUP Cruising  =  altezza paddler + 21 cm
A parte le pagaie di alluminio, per lo più regolabili, per tagliarne una in carbonio seguire la seguente procedura. Per prima cosa rimuovere l’impugnatura a T. Successivamente, dopo aver misurato la pagaia a partire dalla base del remo ed individuato e segnato la sezione della staffa a partire dalla quale andrà rimossa la parte in eccesso, servirsi per il taglio di un normale seghetto metallico, avendo cura di indossare un paio di guanti, preferibilmente da elettricista, per evitare di ferirsi con filamenti di carbonio. Durante tutta questa operazione la pagaia dovrebbe essere appoggiata ad un supporto rigido. L’uso di una morsa è consigliato ma attenzione a non stringerla troppo! Il taglio va ovviamente effettuato verticalmente lungo la sezione. Una volta fatto ciò occorrerà reinserire l’impugnatura a T avendo cura di allinearla con la pala del remo. Questo può essere fatto appoggiando il remo su una superficie piana di lunghezza sufficiente o a terra con la pala parallela ad esso. Una volta verificato il corretto angolo dell’impugnatura, dopo averla inserita, bloccarla con del nastro adesivo di buona qualità Esso contribuirà anche ad impedire l’entrata di acqua nella pagaia.